Spina Albertino nasce nel 1956.
Il padre Angelo, nato a Palermo nell’anno 1923, a diciotto anni  viene inviato come militare presso la caserma di Terni, dove allora conosce una bambina di nome Marisa Binarelli, tredicenne, capelli neri, occhi azzurri.

Angelo, bellissimo ragazzo con occhi azzurri chiari e capelli biondi, quasi fosse un novello vichingo venuto dal sud, desidera questa bambina con le fattezze di donna, così comincia a cantare e a fare serenate sotto la sua abitazione, finchè la circuisce e a quattordici anni Marisa rimane incinta. A quindici anni non compiuti nasce Antonino, in seguito nascono gli altri tre fratelli e per ultimo Albertino.

L’otto marzo 1956 alle 17 del pomeriggio a Terni sta nevicando e Marisa, ancora molto giovane, anche se incinta di Albertino, gioca a tirare palle di neve nel cortile sotto la sua abitazione, insieme agli altri suoi figlioli, da lì a poco inizia il travaglio e alle ore 18.30 presso Borgo Bovio a Terni, nasce Albertino. Ultimo figlio di cinque, preceduto da Spina Antonino, il primo genito, e da Salvatora, Pietro, Giovanna.

L’anno precedente la sua nascita il padre Angelo, che allora era operaio presso le acciaierie ternane, subisce un grave incidente nel lavoro, che lo porta ad avere una invalidità permanente.

La madre, costretta a seguirlo per i vari ospedali della zona, rende la vita dei bambini una sofferenza. Ben presto Pietro, Giovanna e Salvatora vengono inseriti in diversi collegi della zona, mentre Albertino trascorre la sua infanzia tra sofferenza e tristezza, stati d’animo che imprimerà nelle sue prime opere, connotate da un persistente uso delle cromie del grigio.

ll suo approccio con la pittura risale al periodo scolastico, inizio benaugurante in cui viene riconosciuto il suo talento attraverso la ripetuta vittoria del primo premio di pittura, poi alle medie inferiori  i professori lo indirizzano verso una scuola artistica, data la sua bravura nel dipingere. Nel periodo dal 1970 al 1980 partecipa a diversi concorsi internazionali, al san Valentino d’oro, il cui promotore all’epoca era Agostino Pensa, ricevendo riconoscimenti non solo nella sua città natale, esponendo anche a Pisa, a Grazzanise (LE), a Perugia(PG) e in diverse gallerie nazionali ed estere.

Nel 1980 espone in AMERICA, a Trenton nello stato del New Jersey, dove la comunità italiana lo apprezza per le sue opere che testimoniano l’identità umbra. I suoi dipinti sono presenti presso pinacoteche e collezioni sia private che pubbliche, a testimonianza di un iter pittorico ben riuscito. Non abbandona mai la pittura, egli, infatti, specifica: “la pittura è come una bella donna, che ami con tutto te stesso, quando pensi di averla in mano essa ti fugge di nuovo, ma non si può mercanteggiare o amarla quando non se ne ha voglia. Quando si dipinge in modo forzato solo per il denaro, l’artista perde il contatto con la creatività e la simbiosi dell’arte”.

Attualmente, nell’anno 2017 , è in preparazione un evento storico che contempla l’esposizione di circa cinquanta opere sulla Terni antica; l’artista, inoltre, partecipa al concorso internazionale di pittura “SAN VALENTINO ARTE, tema (LOVE)” presso il museo diocesano di Terni, dal 01/02/2017 al 19/02/2017 , dove presenta la basilica di san Valentino situata a Terni che accoglie le spoglie del santo e come immagine dell’amore, due angeli che si abbracciano, quasi a fondersi l’uno con l’altro, simbolo dell’amore eterno.

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